sabato 23 maggio 2026

Femminicidio in Iran

 

Introduzione

In Iran, il femminicidio non è un fenomeno isolato, ma il risultato di un sistema che discrimina e abbandona le donne. Tra leggi patriarcali, impunità per i familiari violenti e assenza di protezioni contro la violenza domestica, migliaia di donne continuano a vivere sotto una costante minaccia. Questo testo approfondisce le radici strutturali della violenza di genere nella Repubblica Islamica e il ruolo delle leggi che la alimentano.

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Le cause profonde del femminicidio in Iran mostrano come le donne vittime di violenza siano spesso prive di protezione sociale, economica e legale. Le norme patriarcali e la cultura dell’“onore familiare”, particolarmente diffuse nelle aree tribali dell’Iran occidentale, contribuiscono alla normalizzazione della violenza contro le donne. I matrimoni precoci e la dipendenza economica aumentano ulteriormente la vulnerabilità femminile.

Il governo iraniano non solo non protegge le donne, ma sostiene un sistema repressivo attraverso leggi discriminatorie e severe restrizioni ai diritti femminili. Diverse norme del Codice Penale garantiscono inoltre impunità o pene ridotte agli autori di femminicidio, soprattutto quando i responsabili appartengono alla famiglia della vittima.

La mancanza di dati ufficiali, l’inerzia delle autorità e la tendenza delle forze dell’ordine a considerare la violenza domestica una “questione privata” aggravano ulteriormente il problema. Senza profonde riforme legali e culturali, le donne iraniane continueranno a essere esposte a una costante minaccia di violenza.

👉 Fonte https://stopfemicideiran.org/wp-content/uploads/2025/04/VIOLENCE-AGAINST-ANNUAL-REPORT-2024-final-5.pdf

 

 

I casi di femminicidio vengono riportati con sempre maggiore frequenza dai media e dai social network, mentre in Iran continua a non esistere una legge contro la violenza domestica in grado di prevenire gli abusi e proteggere le sopravvissute.

Secondo diversi rapporti, tra il 20 marzo e il 20 giugno 2024 almeno 35 donne e ragazze sono state uccise da familiari maschi in varie città iraniane, cinque delle quali a Teheran.

Nel primo semestre del 2024, l’organizzazione Stop Femicide Iran (SFI) ha documentato 93 casi di femminicidio nel Paese, rispetto ai 55 registrati nello stesso periodo del 2023: un aumento di quasi il 60%.

👉 Fonte https://www.hrw.org/world-report/2025/country-chapters/iran

 

Le leggi della Repubblica Islamica incoraggiano il femminicidio

Le leggi della Repubblica Islamica dell’Iran favoriscono la violenza contro le donne e, in alcuni casi, contribuiscono direttamente ai femminicidi.

Secondo l’avvocato per i diritti umani Saeid Dehghan, molte forme di violenza non sono soltanto tollerate, ma rese possibili dal sistema legale stesso, fondato su interpretazioni religiose e norme discriminatorie.

Il Codice Penale iraniano contiene disposizioni che possono ridurre o eliminare la punibilità per alcuni omicidi commessi “in nome dell’onore”. Ad esempio, un uomo può non essere punito se uccide la moglie sorpresa in adulterio (articolo 630). Altre norme consentono la giustificazione di omicidi legati a reati religiosamente punibili con la morte, come l’adulterio (articolo 302).

Inoltre, il diritto iraniano esenta padri e nonni paterni dalla piena applicazione del qisas¹ se uccidono figlie o nipoti, riducendo spesso la pena a pochi anni di carcere.

Anche le leggi civili contribuiscono alla vulnerabilità femminile: una moglie non può lasciare la casa coniugale senza il consenso del marito, salvo riuscire a dimostrare in tribunale di essere in pericolo. Le regole sulle testimonianze e le conseguenze economiche delle separazioni rendono inoltre ancora più difficile per molte donne proteggersi o denunciare gli abusi.

Il sistema di divorzio resta fortemente sbilanciato a favore degli uomini, che possono divorziare liberamente, mentre le donne devono dimostrare condizioni estreme di sofferenza. Secondo Amnesty International, questa situazione costringe molte donne a restare in relazioni abusive, aumentando il rischio di violenze gravi e femminicidi.

👉 Fonte https://iranhumanrights.org/2025/01/killed-because-you-are-a-woman-violence-against-women-in-iran-reaches-new-heights/

 

Conclusione

Le donne coinvolte in procedimenti per qisas si trovano spesso al centro di storie segnate da violenza domestica, matrimoni precoci o forzati e condizioni di grave abuso. In molti casi, gli atti per cui vengono condannate avvengono dopo anni di violenze subite, ma il sistema giudiziario iraniano riconosce raramente la legittima difesa o le circostanze attenuanti.

A ciò si aggiunge una profonda discriminazione strutturale: la testimonianza di una donna ha un peso inferiore rispetto a quella di un uomo e, nei casi di qisas, il valore attribuito alla vita femminile è considerato pari a circa la metà di quello maschile. Elementi che incidono profondamente sull’equità dei processi e delle sentenze.

Negli ultimi anni si è inoltre registrato un forte aumento delle esecuzioni capitali nel Paese. Molte donne finiscono nel braccio della morte in seguito a condanne basate sul qisas, spesso richiesto dai familiari della vittima.

In questo contesto, il problema non riguarda soltanto singoli casi giudiziari, ma solleva interrogativi più ampi sull’accesso alla giustizia, sulla protezione delle donne e sull’effettiva parità davanti alla legge.


**NON È ONORE. È OMICIDIO**


#Iran #StopFemicide #StopFemicideInIran #WomanLifeFreedom #HumanRightsViolations


¹ Qisas: principio del diritto penale islamico che significa letteralmente “ritorsione” o “retribuzione”. Si basa sul principio di proporzionalità della pena: per reati gravi, come l’omicidio volontario, può essere prevista una punizione equivalente, inclusa in alcuni casi la pena di morte. La pena può tuttavia essere evitata se la famiglia della vittima accetta un risarcimento economico (diyya) o concede il perdono.

mercoledì 17 settembre 2025

IRAN - Immediate Release Hossein and Hassan Ronaghi

URGENT ACTION

Hossein Ronaghi, an Iranian blogger and activist, has been on a hunger strike since 3 September to protest the inhumane conditions in Iranian prisons. His physical health is rapidly deteriorating, and his life is now in grave danger. We urgently appeal to all international institutions, human rights organizations, and advocates for freedom worldwide to take immediate action to save Hossein Ronaghi and the thousands of political and conscience prisoners suffering under Iran’s oppressive regime.

Hossein Ronaghi has been sentenced to six years in prison by the judiciary of the Islamic Republic of Iran. The charges against him are related to his alleged involvement in the “Women, Life, Freedom” movement.

Hossein Ronaghi was tried at Branch 15 of the Tehran Revolutionary Court. He was sentenced to five years for “collusion and assembly against national security” and one year for “propaganda against the state.” Under Iran’s legal framework, only the most severe sentence—the five-year term—will be enforced.

In addition to his imprisonment, Ronaghi faces further punishments, including flogging, a monetary fine, a ban on international travel, and restrictions on online activity, stemming from other charges related to the same case.

On the evening of 24 June 2025, Hossein Ronaghi was arrested by security forces after publicly condemning the Iranian government’s treatment of political prisoners on social media. Just a week earlier, his brother Hassan had also been violently detained.

Iranian activist Hassan Ronaghi has reportedly been severely tortured while in custody.

#FreeHosseinRonaghi #HungerStrike #FreeHassanRonaghi #Iran #FreePoliticalPrisoners #HumanRightsViolations


LETTER

Object: Immediate Release of Iranian Blogger and Activist Hossein Ronaghi and His Brother Hassan Ronaghi

Your Excellency,

I am writing to urgently request strong diplomatic pressure for the immediate release of Iranian blogger and activist Hossein Ronaghi and his brother Hassan Ronaghi, whose situation is deeply concerning.

On the evening of 24 June 2025, Hossein Ronaghi was arrested by security forces after publicly condemning the Iranian government’s treatment of political prisoners on social media. Just a week earlier, his brother Hassan was also violently detained. In July, Hossein was tried at Branch 15 of the Tehran Revolutionary Court and sentenced to five years in prison for “collusion and assembly against national security” and one year for “propaganda against the state.”

Hossein suffers from serious health conditions, was denied legal representation during his trial, and his family is now in a state of deep despair. He has been on hunger strike since 3 September to protest the inhumane conditions in Iranian prisons.

During his arrest, Hassan Ronaghi was severely beaten.

Iranian prisons currently hold a large number of political prisoners—including government critics, journalists, lawyers, human rights defenders, intellectuals, writers, filmmakers, artists, and activists—who are frequently subjected to torture, blackmail, solitary confinement, and inhumane treatment. In Iran, freedom of expression is systematically suppressed. Numerous reports document arbitrary arrests, enforced disappearances, and executions of activists, journalists, and ordinary citizens.

I call for strong diplomatic pressure on the Iranian authorities to ensure the immediate and unconditional release of Hossein and Hassan Ronaghi, as well as to demand the protection of all political prisoners in Iran. The lives of all Iranian political prisoners are at risk.

Thank you for your attention to this urgent matter.

Sincerely,

(your name)


Mr. António Guterres

Secretary-General of the United Nations

Office of the Spokesperson for the UN Secretary-General

Stéphane Dujarric

Spokesman for the Secretary-General

Email: dujarric@un.org

 

Ms. Mai Sato

United Nations Special Rapporteur on human rights in Iran

Email: hrc-sr-iran@un.org

 

Ms. Hannah Neumann

Chair for the Delegation for relations with Iran

European Parliament

E-mail: hannah.neumann@europarl.europa.eu

 

Ms. Roberta Metsola

President of the European Parliament

Email: roberta.metsola@europarl.europa.eu

 

Ms Mary Lawlor

United Nations Special Rapporteur on the situation of human rights defenders

E-mail: hrc-sr-defenders@un.org

 

Ms. Ursula von der Leyen

President of the European Commission

Email: ec-president-vdl@ec.europa.eu  

 

Ms. Kaja Kallas

High Representative for Foreign Affairs and Security Policy

of the European Commission

Email: cab-kallas-contact@ec.europa.eu

mercoledì 1 febbraio 2023

IRAN - Immediate release of Iranian blogger and activist Hossein Ronaghi-Maleki, of Iranian human rights activist Arash Sadeghi and of prisoners of conscience held in Iranian prisons. Response from Mr. Justin Trudeau (Prime Minister of Canada - Office of the Prime Minister) - 27/01/2023

Link Petitions

https://www.gopetition.com/petitions/immediate-release-of-iranian-blogger-and-activist-hossein-ronaghi-maleki.html

https://www.gopetition.com/petitions/urgent-gravely-ill-iranian-blogger-hossein-ronaghi-maleki-is-back-in-prison-where-he-could-die.html






TEXT LETTER

Dear Mariacarmela and Co-Signatories:

On behalf of Prime Minister Justin Trudeau, I would like to acknowledge receipt of your correspondence.

Please be assured that your comments have been carefully reviewed. I have taken the liberty of forwarding a copy of your letter to the Honourable Mélanie Joly, Minister of Foreign Affairs, so she may be made aware of your correspondence.

Thank you for taking the time to write.

N. Housany
Executive Correspondence Officer/Agent de correspondance

Executive Correspondence Services/
Services de la correspondance de la haute direction



lunedì 30 gennaio 2023

IRAN - Immediately overturn the death sentence of Mohammad Ghobadlou - 26/01/2023

URGENT ACTION Amnesty International

Link

https://www.amnesty.org/en/documents/mde13/6368/2023/en/

Mohammad Ghobadlou is at grave risk of execution in connection with Iran’s nationwide protests. He has received two death sentences after grossly unfair sham trials, marred by torture-tainted “confessions” and failure to order rigorous mental health assessments despite his mental disability. International law and standards prohibit using the death penalty against people with mental disabilities.





venerdì 30 dicembre 2022

Stop Executions In Iran. Letters sent to the embassies present in Iran - 28/12/2022

Link Petition

https://www.change.org/p/stop-executions-in-iran-67d98740-0b43-4ddb-baa7-b57dd88adb54

Embassy of the Slovak Republic in Tehran

Embassy of Finland, Tehran

Embassy of Germany in Tehran

Embassy of Portugal in Iran

Italy Embassy in Tehran

Embassy of Romania in the Islamic Republic of Iran

The Embassy of Greece in Tehran

South Africa Embassy in Tehran

Bulgarian Embassy in Tehran, Iran

Brazil Embassy in Tehran

Royal Norwegian Embassy in Tehran

Austrian Embassy in Tehran

Embassy of Malaysia in Tehran

Embassy of Switzerland in Iran

Embassy of Sweden in Tehran, Iran

Embassy of Spain in Iran

New Zealand Embassy to the Islamic Republic of Iran

Embassy of the Philippines in Tehran, Iran

Embassy of Denmark in Iran

British Embassy Tehran


Some of the letters sent